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Breve nota
Non si è volutamente dato un ordine quale che
fosse nella presentazione dei links prescelti, preferendo offrire una occasione per una
avventura di ricerca agli Studenti. Comunque un criterio analogico o simmetrico o
contrastivo si è cercato di seguire; in attesa di suggerimenti e di ulteriori
pagine.Grazie In aggiornamento.
Gennaio 2002
Venezia -omaggio a Balthus
La coiffure

Caravaggio

RAGAZZO MORSO DA RAMARRO, Olio
su tela, cm 66x49,5, National Gallery, Londra
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Il quadro rappresenta un "putto che piange per essere
stato morso da un racano che tiene in mano" (Mancini). L'intera raffigurazione è in
bilico tra ombra e luce. Molti particolari rimangono nascosti nel fondo scuro da cui
emerge illuminato di tre quarti il viso sofferente del fanciullo. La luce si diffonde
anche lungo il braccio destro sino ad arrivare alla mano che occupa il centro spaziale e
semantico del quadro.
Esiste un'altra versione del medesimo soggetto conservata agli Uffizi di Firenze. |
Omaggio al Wanderer
Infinito
e meditazione in Caspar David Friedrich
Luca
Ceccarelli che ringraziamo
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- Una caratteristica fondamentale dellopera pittorica di Caspar David Friedrich
(1774-1840) è il suo profondo legame con la cultura e la poesia tedesca del primo
Romanticismo. Questo si coglie in primo luogo per quanto riguarda i temi della sua arte.
Gli inglesi John Constable e Joseph Mallord William Turner, che pure sono assimilabili a
Friedrich per la tendenza verso il sublime della pittura di paesaggio, e nei cui dipinti
la rarefazione del tratto anticipa in modo sorprendente lImpressionismo sul piano
tematico, sono ancora molto legati al realismo del XVII e del XVIII secolo e incentrano
diverse opere su soggetti biblici, mitologici, o di storia contemporanea. Friedrich fa
scelte molto diverse, legate sia alle suggestioni della filosofia idealistica,
specialmente di Schelling, sia alla sua formazione presso la Scuola di Copenaghen, in cui
la pittura di paesaggio era orientata verso la composizione di paesaggi immaginari che
ispiravano la contemplazione della bellezza del Creato. Non vi è in lui nessuna pittura
di soggetto mitologico, né sensualità, né soggetti biblici, né attenzione alla
contemporaneità. La linea delle figure è quanto mai nitida. La visione prospettica è,
spesso, minima. Centrale nellarte di Friedrich è la natura. Le figure umane sono di
dimensioni minuscole, e dipinte con pochi tocchi di pennello, senza grande insistenza sui
particolari. Eppure, la pittura di Friedrich non è semplice pittura di paesaggio, alla
maniera degli olandesi e dei fiamminghi del Seicento. La presenza umana nei suoi dipinti
è minuscola ma non marginale.
È
un tema che torna in una celeberrima tela del 1818, Il viandante sul mare di nebbia. Qui
un uomo di spalle contempla dalla cima di unaltura la nebbia che avvolge lintero
paesaggio sottostante, quasi a dire che, per quanto in alto si possa salire, non è dato
alluomo di avere una visione nitida del mondo. Il monaco solitario da una parte e il
viandante dallaltra ci riconducono ad un tema ricorrente nella letteratura europea,
fin da Omero e da Dante: quella del viaggiatore, e del viaggio come occasione di scoperta
e di conoscenza. Alla fine del Settecento e nellOttocento il tema viene riproposto
con unaccentuazione diversa: il viaggio e lerranza finiscono per sfociare nel
disinganno. Se ne trova unesempio nella letteratura inglese ne La ballata del
vecchio marinaio di Samuel Taylor Coleridge e qualche anno più tardi nelle Avventure di
Gordon Pym di Poe (1850), e nella letteratura tedesca nelle Peregrinazioni di Franz
Sternbald di Ludwig Tieck (1798) e in Novalis con lEnrico di Ofterdingen
(1798-1801). Anche il Wanderer di Friedrich, in effetti, dalla cima del monte non
contempla in basso altro che nebbia. Solo nel cielo appaiono qua e là delle striature
luminose che rasserenano lo sguardo e aprono alla vista un orizzonte più libero.
In
altre opere invece sono centrali, in un paesaggio naturale grandioso, immagini della
religiosità cristiana. Immagini che rappresentano sempre uno spunto di meditazione, come
si può rilevare in Abbazia nel querceto, del 1809, in cui dellabbazia non cè
in realtà che un rudere. E davanti a questo rudere, minuscoli sullo sfondo, dei monaci
neri in processione. Limmagine sembra a tutta prima voler dare solo unidea di
disfacimento e di morte. Quello che smentisce tale impressione è lo sfondo: un cielo
scuro con un sole che spunta allorizzonte: annuncio, sulle rovine di un vecchio
mondo, di un nuovo giorno che si rinnova.
Le
immagini del paesaggio in Friedrich non sono "realistiche", ma nemmeno
espressione di cristallizzazioni mentali, come in molta arte successiva. Sono, in perfetta
coerenza con la formazione culturale idealista e con la formazione pittorica, spunti di
profonda meditazione. I quadri di Friedrich, convinto che la realtà dei simboli e delle
allegorie è ancora più vera di quella sensibile, inciderà in profondità sul simbolismo
pittorico di fine Ottocento.
Nella Coppia che guarda la luna, un dipinto del 1807, luomo e la donna
nascosti nella penombra del bosco sono in atteggiamento di devota contemplazione dellastro
che brilla allorizzonte emanando un chiarore rosato. Lo schema del quadro verrà
riproposto dal pittore in un Due uomini davanti alla luna, un dipinto del 1819, dove la
luminescenza lunare non sarà rosata, ma dorata, segno di una notte più avanzata (un
altro dipinto, del 1824, Uomo e donna che contemplano la luna appare invece una
rielaborazione di quello, di analogo soggetto, del 1807). La luce lunare e i paesaggi
notturni, o crepuscolari, sono del resto in profonda sintonia con lispirazione
poetica degli autori coevi, e in particolare del pensatore e poeta Novalis. Questultimo
è autore di una raccolta poetica come gli Inni alla Notte (1797-1799), in cui il tempo
notturno, con la sua oscurità appena illuminata dal raggio della luna, diventa il tempo
propizio per il ritrovamento della pace, per la meditazione e per il dischiudimento dellInfinito.
Nel Monaco sul mare, tela realizzata tra il 1808 e il 1810, un monaco in lontananza
contempla un cielo coperto da nuvole sulla riva del mare. Questa collocazione del monaco,
figurina al cospetto di un paesaggio immenso, affascinante e minaccioso, propone una
situazione ricorrente della pittura di Friedrich: la solitudine delluomo davanti
alla natura.
Burne- Jones Il corteo nuziale di Psyche

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