LICEO CLASSICO ANNIBALE MARIOTTI  - PERUGIA
arnaut.gif (36425 bytes) Le Spose di Ettore
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Programma di Sala
 Teatro Morlacchi

LE SPOSE DI  ETTORE nel circo di Agamennone

 

... Quando "gli indiani d'America"furono sconfitti, quelli sopravvissuti 

al genocidio in gran parte andarono a morire nelle riserve,

 ma alcuni di essi finirono la loro carriera di "guerrieri" come attrazioni del circo

. Tra loro pare che ci fosse persino Toro seduto e che almeno per una volta fosse stato 

una star nel circo del leggendario Buffalo Bill.

Storia e spettacolo spesso si confondono, e la tragedia si rovescia 

nel suo opposto: la farsa. 

Anche lo spettacolo è a suo modo storia 

e la farsa può essere più crudele della tragedia.

Non è nuova del resto la consuetudine di far spettacolo dei vinti;

 la spettacolarizzazione morbosa dei sentimcnti appartiene ai moderni c

così come agli antichi. 

Tra le forme di spettacolo, il Circo, tuttavia, resta quella più alta, 

la più potente, l'unica che dia dignità, possibilità di riscatto ai vinti, agli schiavi, 

al suo vasto e colorato popolo di attrazioni.

Il Circo doppia la Storia, mette in pista i sentimenti,

 li tiene in bilico sulla corda, li sospende sul trapezio, 

li fa vorticare in aria senza rete, li mostra nudi ed essenziali 

sempre tesi al limite.

Il circo, è vero, addomestica gli animali, le belve più feroci e persino gli uomini, 

inventa per loro una nuova schiavitù, 

quella del virtuosismo, dcll'abilità, li assoggetta alla lcgge della meraviglia, 

attraverso una dura disciplina costruisce loro un altro corpo. 

Un corpo d'attrazione, un corpo di bellezza pura, 

un corpo che mira alla perfezione e  all'armonia. 

Così facendo restituisce loro un'altra libertà.

Il Circo come la vita, ma in una forma più concentrata e fulminante, 

è perenne sfida alla morte.

Abbiamo cosi immaginato che le donne di Troia 

(quelle euripidee per intenderci) e con loro molte altre donne della Storià, 

delle Letterature e della Leggenda, 

condotte schiave dal principe Agamennone in terra straniera, 

divenissero attrazioni di un circo immaginario.

 Un circo un po' scalcinato forse, di quelli che amava Fellini, 

ma pur sempre un circo, anzi ancor più un circo nel senso della rutilante e  violenta metafora 

dei sentimenti piu' veri

Ecco allora Ecuba, Andromaca, Cassandra e con loro anche Elena

, causa della rovina di Troia,

 sfilare in pista e offrire in pasto allo spettatore il proprio numero,

 ed ecco aggiungersi a loro altre donne: Medea, Circe, Antigone, 

Pentesilea con le sue Amazzoni e poi Giovanna d'Arco, Ofelia,

 Turandot e ancora la Lulu di Wedekind e le ragazze di Mahagonny di Brecht.

 Schiave d'amore, vittime del Potere, sempre maschile,

 ribelli o sottomesse, ma alla fine soltanto vinte.

 Eccole, mostrarsi ed esibirsi nel circo di Agamennone, 

costrette a ripetere, ad ogni spettacolo, il proprio numero che altro non è che

 la ri/presentazione ad libitum del loro dramma

Una moltitudine di volti e corpi di donne prigionieri del loro ruolo, 

ma alla fine capaci di liberarsi dalle catene e 

di unirsi nel ricordo e nell''amore per Ettore, l'eroe simbolo di tutti i vinti.

FrancescoTorchia  

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