LICEO CLASSICO ANNIBALE MARIOTTI  - PERUGIA

 
Arnaut Daniel

arnaut.gif (36425 bytes)Laboratori

 

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Vitalmente morituri: è questa l'ombra liminale, 

specchio tra la vita e la morte, e rispecchiamento 

reciproco di vita e morte. Nel confine inconsistente 

che separa l'ombra dei vivi e l'ombra 

dei morti, ciò che rimane sono i nomi e il nominare.

  Il linguaggio è il sostrato di ogni sopravvivenza, 

e la scomposizione linguistica della follia

  il delirio attraverso il quale si riconnette

  l'ombra agli archetipi perenni, salvezza 

sia rispetto a ciò che chiamasi vivere 

sia al morire, sia al vivace morire..

  Essere figure della soglia, proietta 

il personaggio ad altre conoscenze 

, lo rende partecipe del suo vicino, 

chiunque sia che giunga dalla steppa 

dal mare e dal deserto dalle metropoli 

da ghiacci da dovunque.

Ecco i  Cigni selvatici  dannati e salvati 

sempre nel contempo, in volo per assumere 

sembianza di uomini per il dono della 

camiciaia sorella pronta a salire il patibolo

 per essere anch'ella presso la soglia 

di chiunque. Ma la soglia è il confine 

del delirare, l'oltrepassare il limes

 tra terreno coltivabile e terreno 

non coltivato, e coltivare il mai coltivato 

dalle logiche sequenziali.

In sequenze fuori dal tempo spazializzato 

colloquiano uomini -donne di ogni dove 

e si riconoscono e confondono in un grumo 

di Tempo assoluto

                         Arnaut Daniel per

 I Cigni Selvatici

 

in scena il 23 Maggio 2002 ore 21

Teatro Morlacchi Perugiaafot2.jpg (234903 bytes)

 

foto7.jpg (9485 bytes)Romeo e Giulietta

 

 

 

wpe3.jpg (3768 bytes)Antigone Creonte

 

 

Leggi programma di Sala

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

    Premessa

Ogni anno è scelta un' Immagine Guida, simbolo  

di riferimento per Seminari e Laboratori, 

lasciando libertà nella selezione delle opere.
Mito classico e miti della modernità 

sono immediatamente riconoscibili 

e aperti ad una riscrittura

 perché archetipi del profondo.

 

I laboratori si sviluppano in tre ambiti integrati:

Teatro 2004-2005-2003 2004 2002-2003   

 2001- 2002   2000- 2001  1999- 2000

Ascolto guidato

Poesia e Musica  

maestro concertatore e arrangiatore Francesco Andreucci

      

 Concerto Poesia Musica Arnaut Daniel- 

Spoleto p.za Duomo- 2002

 

 


Seminari in corso - 2001/2002
Musicologo: Errico Bindocci


Teatro del Liceo  29 maggio  

 ore21 2004-2005

Teatro Morlacchi

Medea delle Nevi

Immagini per Medea

Nevi del Caucaso

 

 

friedrich.wanderer-sea-fog.small.jpg (938 bytes)Laboratorio Teatrale - 1998/1999
ULISSE E DON GIOVANNI
in collaborazione con "CARTHAGO TEATRO"
                                                                                        

Serenata per Don Giovanni

 

danaecorreggio.jpg (19334 bytes)  

Dal grande seduttore Zeus a Don Giovanni e Carmen

in una parodica e giocosa ricostruzione di un mito

della modernità.Musica di   Mozart- "Don Giovanni"

Verdi "Rigoletto "  Bizet " Carmen" - Sala d'onore

della Regione

Maggio 1999


Laboratorio Teatrale - 1999/2000
tra

Dioniso e Faust


in collaborazione con "LIMINALIA"

L'ospite desiderato

 

 

Il Laboratorio di Cultura teatrale LIMINALIA collabora c

on il progetto "Arnaut Daniel" dall’anno scolastico 1999/2000

 curando la realizzazione di laboratori con gli studenti finalizzati 

all’allestimento di spettacoli teatrali su testi e temi scelti 

insieme ai docenti del Liceo Classico Annibale Mariotti.

I laboratori procedono attraverso due fasi. 

La prima dedicata alla trasmissione del sapere teatrale 

concreto: d’attore e della scena.

 La seconda di vera e propria messa in scena 

attraverso il confronto con il testo, con il personaggio, 

con l’azione scenica e con tutti gli elementi che compongono la lingua del teatro.

NNell’anno 1999/2000 è stato realizzato lo spettacolo 

"L’ospite desiderato", un’originale tessitura drammaturgica s

ul tema del "dionisismo", costruita a partire

 da Le baccanti di Euripide, arricchite dall’innesto

 di una vasta costellazione testuale 

(daa Goethe a Dostojevskij, da Shakespeare a Nietzsche, ed altri ancora).

Lo spettacolo, diretto da Silvia Bevilacqua e Francesco Torchia, 

è stato rappresentato il 30 maggio 2000 al Teatro Morlacchi di Perugia.

 

per altre informazioni su LIMINALIA: www.edisons.it/liminalia


Laboratorio Teatrale - 2000/2001
tra DEMETRA E DIONISO
in collaborazione con "LIMINALIA"

Le Spose di Ettore

 

Abbiamo individuato e selezionato frammenti da testi 

antichi e moderni mantenendo un legame attraverso la definizione

 dell'eterno femminino nelle grandi opere: si attraversa la letteratura 

europea per la donna, senza esclusione dell'elemento maschile, 

in una sorta di carnevale bacchico nel quale il femminino

 è individuato sia nella sua universalità sia come mito estetico

 interno ad ogni epoca e determinato. L'elemento tragico è vissuto 

come pianto, lutto, riso, gioco, follia, tenerezza, 

mentre, nel corso della scena, l'unità dispersa

 in questo modo si ricompone, in una eterna ripetizione 

dell'uguale. Il femminino diventa spesso un'ombra invisibile,

 ritorta in sé, che riprende man mano consistenza. 

La perdita della coscienza è perdita dell'animus, lo sposo.

We have characterized and selected fragments from 

antichi and modern witnesses maintaining 

a tie through the definition of the eternal one femminino in the great works: 

the European literature for the woman is crossed, 

without exclusion of the male element, in one risen 

of Bacchic carnival in which the femminino

Per questo "Le spose di Ettore".
jdavid1Ettore.jpg (1638 bytes)

Leggi il Programma di Sala

I docenti.

 

 

anno 2001-2002

Ares e Afrodite

I Cigni Selvatici

 

 

 

e3_1_2c_ancient_greece_aphrodite con eros.jpg (21282 bytes)Afrodite con eros

I Cigni Selvatici

 

 


 

Vitalmente morituri: è questa l'ombra liminale, 

specchio tra la vita e la morte, e rispecchiamento 

reciproco di vita e morte. Nel confine inconsistente 

che separa l'ombra dei vivi e l'ombra 

dei morti, ciò che rimane sono i nomi e il nominare.

 Il linguaggio è il sostrato di ogni sopravvivenza, 

e la scomposizione linguistica della follia

 il delirio attraverso il quale si riconnette

 l'ombra agli archetipi perenni, salvezza 

sia rispetto a ciò che chiamasi vivere 

sia al morire, sia al vivace morire..

 Essere figure della soglia, proietta 

il personaggio ad altre conoscenze 

, lo rende partecipe del suo vicino, 

chiunque sia che giunga dalla steppa 

dal mare e dal deserto dalle metropoli 

da ghiacci da dovunque.

Ecco i  Cigni selvatici  dannati e salvati 

sempre nel contempo, in volo per assumere 

sembianza di uomini per il dono della 

camiciaia sorella pronta a salire il patibolo

 per essere anch'ella presso la soglia 

di chiunque. Ma la soglia è il confine 

del delirare, l'oltrepassare il limes

 tra terreno coltivabile e terreno 

non coltivato, e coltivare il mai coltivato 

dalle logiche sequenziali.

In sequenze fuori dal tempo spazializzato 

colloquiano uomini -donne di ogni dove 

e si riconoscono e confondono in un grumo 

di Tempo assoluto

                         Arnaut Daniel per

" I Cigni Selvatici"

in scena il 23 Maggio 2002 ore 21

Teatro Morlacchi Perugiaafot2.jpg (234903 bytes)

 

foto7.jpg (9485 bytes)Romeo e Giulietta

 

 

 

wpe3.jpg (3768 bytes)Antigone Creonte

 

 

Leggi programma di Sala

 


 

Tema per l'anno 2002-2003

Selene Artemide Ecate

nno 2002-2003 Teatro Morlacchi 14 maggio 2003,ore21

Laboratorio di cultura teatrale Liminalia in collaborazione con Arnaut Daniel presentano

Storia di Elena

Testo liberamente tratto da

G. Ritsos, Euripide, Offenbach,Giradoux, Omero, Gorgia, Marlowe, Goethe.

Dante G.Rossetti- Elena

Elena ormai vecchissima narra ad un immaginario ospite e a se stessa il suo passato.Dalla infanzia con i suoi giochi le sue bambole alla vita a Sparta,all'amore e fuga con Paride dopo la gara di bellezza tra le Dee. Dalla guerra a Troia al misterioso suo doppio, il suo simulacro, alla vita di Elena in Egitto dove le giungono notizie di guerra e di morte. La donna più bella del mondo cata nei cabaret e Mefistofele le presenta Faust dopo l'encomio di Gorgia.

La vecchiezza di Elena a Sparta e gli ultimi ricordi

           Elena.jpg (23209 bytes)                                   

 

 

 

a

Elena.jpg (23209 bytes)foto di scena Alvise Raimondi

 

 

 

Anno 2003 -2004 Teatro Liceo Mariotti

Medea

                 medee.gif (15738 bytes)LMedea é stata selezionata

 nel concorso INDA per rapprentazione a Siracusa 

 

2004-2005

Medea delle Nevi

produzione del Liceo

Teatro Morlacchi 30 maggio 2005

 

               LUNA

 

IL MITO

Ma vediamo le mitiche figure lunari. Selene splendente, 

Luna piena nel massimo del suo fulgore. 

Selene, nome legato a sélas (sanscrito svargah).

 Selene, detta anche Mene, figlia dei Titani Iperione e Theia

 sorella di Elios-Sole e di Eos, l'Aurora.

 Guida, come il fratello, un carro, Selene; un carro cui 

sono aggiogati una coppia di cavalli o di buoi; 

ma anche cavalca un cavallo o un mulo o un bue.

 Leggenda d'età alessandrina la fa innamorata 

del pastore o cacciatore giovinetto Endimione  amore 

ehe ha spinto Zeus ad immergere il giovinetto

 in un eterno sonno. Ogni notte scende Selene,

 in una grotta della Caria, per contemplar il dormiente innamorato.

. Ma si narra anche che Pan, invaghito di lei, 

l'abbia attirata nei boschi. E che da Zeus abbia generato la rugiada 

o Herse. Anche detta «bicorne» e «taurina». 

Selene, identificata poi con Artemide.

Ma è diversa, Artemide, vergine olimpica 

figlia di Zeus e Latona, sorella di Apollo. 

Dea delle grandi solitudini, ricorda Luigia Stella, 

«dove la mano dell'uomo non ha ancora modificato, 

anzi neppure scalfito, il volto della terra, 

ella non è dea di grandi città come Alena, 

nè dea di grandi santuari come Apollo». 

Mai calma, mai serena come il solare fratello, 

come lui impugna ed usa l'arco. Bimba di nove anni,

 — verseggia Callimaco — chiede al padre

 il privilegio dell'arco, quasi fosse un balocco.

 E senza tema si reca dai Ciclopi perché 

a farselo costruire insieme alle frecce. 

Ne è puramente decorativa, quest'arma, ma spesso usata.

 Con esso uccide le figlie di Niobe, che aveva vantato 

una sua superiorità su Latona, con esso libera Ares, ..

 




FAVOLE DEL CIELO:

La Lunafuseli1lady macbeth.jpg (97170 bytes)

 

 
 

 

 

I Cigni Selvatici

programma di sala

I cigni cantano la bellezza, danzano l'essenza vitale irriducibile, 

sanno dire "no" alla famiglia e alle sue leggi,

 al Tiranno e al suo Dominio di terrore; 

solitari e minoritari, monaci e ribelli, i cigni selvatici

 fuggono le città, i templi affollati, i mercati e trovano rifugio 

nel bosco, nel deserto, tra i ghiacci, nelle steppe;

 talvolta si armano e combattono, più spesso si ritirano 

e si sottraggono ai clamori del mondo, 

nella preghiera e nella poesia.

I cigni selvatici: Antigone "rudis", che si oppone al Tiranno, 

accetta il sepolcro e attua il  suicidio reclamando il diritto 

di compiere un gesto sacro. Cassandra,  

la profetessa invasata che non subisce la schiavitù- destino dei vinti-, 

la sposa incontaminata che si erge visionaria testimone 

della rovina dei vincitori crudeli. Giulietta, 

giovane e pura amante, che si immola sull'altare dell'amore negato

 ed impossibile, Giovanna, la pulzella  in armi guerriera 

della fede celeste e della giustizia in terra  

che con la guerra e con il rogo si riscatta da un destino 

femminile anonimo e incolore. Emily Dickinson l

a monaca deviante, la poetessa che vive nell'autoreclusione, 

schiva e distante dal mondo, per dar forma alla voce 

insopprimibile che gentile sorge dal profondo

 del cuore, Janis, figlia dei fiori, il cui canto- grido 

di solitudine, disperazione e rivolta- risuona lacerante 

nel tempo dell'opulenza e della vita facile. 

E intorno ad Antigone, Cassandra, Giulietta, Giovanna, Emily, 

e Janis uno stormo di altri cigni che è coro di voci 

contemporaneamente aspre e dolci, provenienti 

dagli abissi della storia e dalle oasi dell'arte.

I cigni selvatici, vittime di un incantesimo, 

vivono confinati in un aspro paesaggio di montagne, 

luogo immaginario, doppio e ombra di tutto ciò che

 non c'è più sul pianeta terra, o forse ultimo lembo di terra 

non ancora colonizzato e addomesticato. 

Uno spazio mentale forse solo un tòpos 

dell'immaginario. Una soglia incerta tra questo e l'altro mondo, 

là dove una conoscenza autentica è ancora possibile. 

Ogni cigno porta con sé la sua storia di dolore e 

sacrificio, di solitudine e rivolta.

Al calar della sera i cigni assumono il loro antico sembiante 

e cantano, narrano e danzano la propria storia 

come fosse l'ultimo canto, l'ultima danza, 

l'ultimo racconto, il racconto più bello, 

la danza più bella, il canto più bello...

Francesco Torchia

montaggio teatrale liberamente tratto da:

Sofocle- Antigone.

Anouilh- Antigone tragedia moderna; 

Brecht -Antigone, poesia per Antigone;

Ritsos- Ismene.

Euripide- Troiane. 

Eschilo - Agamennone

R:.Rosso - Cassandra

Shakespeare- Romeo e Giulietta.

Schiller- La pulzella d'Orleans.  

Lebrun de Charmette - Vita di Giovanna d'Arco e  il suo processo. 

  M.L.Spaziani- Giovanna d'Aco, romanzo popolare in versi.

Emily Dickinson - Lettere e Poesie

A. Maffei - Janis Joplin: La vita La morte.

F.Bordon- Caro Elvis, Cara Janis.

 

Collaborazione ideativa   e selezione e scelta dei Testi  Arnaut Daniel

 


 

David  L'amore di Paride e di Elena anno2002- 2003



Laboratorio "Liminalia"

Per l’anno scolastico in corso, LIMINALIA 

sta curando la realizzazione di un nuovo progetto spettacolare 

cui partecipano più di trenta studenti del Liceo. Il progetto, intitolato 

"Le spose di Ettore", prende spunto dalle Troiane di Euripide

 per intrecciare un racconto originale intorno a diversi volti femminili

 (di madri e spose e guerriere) tratte dalle letterature antiche e moderne.

In un immaginario circo governato dal feroce Agamennone,

 sfilano - come "attrazioni"- diverse figure femminili: da Ecuba ad Andromaca,

 alla bella Elena, alle maghe Circe e Medea, all’Amazzone Pentesilea,

 alla fragile Ofelia, da Antigone a Giovanna d’Arco, 

a Turandot, fino alla mangiatrice d’uomini Lulù.

Lo spettacolo sarà rappresentato presso 

il Teatro Morlacchi di Perugia nell’ultima settimana di Maggio 2001.

per altre informazioni su LIMINALIA e le sue attività di scuola e teatro:

www.edisons.it/liminalia

 


Ascolto guidato.

Successivamente agli incontri con i docenti coordinatori e 

dedicati a scelte di immagini e temi, il Musicologo sviluppa i

l percorso seminariale, il quale sempre contempla esperienze 

culturali ed estetiche, comunque esse si vogliano affrontare;

si incontra un’arte che “esprime non mai il fenomeno,

 ma soltanto l’intima essenza, l’in-sé di ogni fenomeno, la volontà stessa….

LA gioia, L’afflizione, IL dolore, IL terrore, IL giubilo, LA letizia, 

LA quiete d’animo stessa, in certo modo in abstracto” ( F.Serpa “A. Schopenhauer: 

Scritti sulla musica e le arti” Fiesole, 1986 p. 86) , 

e si individuano e si riconosconono “dentro la musica”, 

nei suoi elementi peculiari, ritmo timbro colore melodia 

forma armonia dinamica spazio e tempo, universi simbolici:

 Marius Schneider ha letto una partitura musicale nei capitelli 

di un convento benedettino della Catalogna, là sono le “pietre che cantano”. 

L’ascolto rende gli studenti coinvolti e attivi e, 

nel contempo “ incanta “(F.Fornari, Psicoanalisi della musica, Milano,1984 ).

 La musica e la voce umana incarnano fatti scenici e donano all’ascolto “ 

la Gran Fiaba”( T.Celli “L’anello del Nibelungo“, Milano 1997, p.19) 

 i loro miti sono spesso cosmogonici; il suono è anche 

metafora nuziale “ fusione della notte e del giorno”

 ( M.Schneider “ Il significato della musica” Milano, 1970, p. 37”)

Si accompagnano alla Musica Arte Figurativa e Plastica

 Fotografia, Cinema, Video-ascolto.


Seminari

Il musicologo partecipa alle scelte tematiche

 dell'anno quindi prospetta il percorso,

 che si deve sviluppare in 18-25 ore secondo modalità seminariali 

aperte e con l'apporto essenziale degli studenti.

Seminari tenuti nel 1998/99
Musicologo: Gianni Garrera

Seminari tenuti nel 1998/99
Musicologo/Musicista: Marta Benedetti

Seminari tenuti nel 1999/2000
Musicologo: Giacomo Fornari
Musicologo: Galliano Giliberti

Seminari  - 2000/2001
Musicologo: Errico Bindocci

Seminari   - 2001/2002
Musicologo: Errico Bindocci

Seminari - 2002- 2003 Musicologo Errico Bindocci

 

 


POESIA E MUSICA

Il Musicista e gli allievi strumentisti partecipano 

alle scelte dei testi poetici nella preparazione 

di un ipertesto che, a compimento delle attività 

laboratoriali e di seminario, viene pubblicamente presentato.

Poesia e Musica 1998/1999
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ULISSE IL WANDERER  -   DON GIOVANNI

Poesia e Musica 1999/2000
tra DIONISO E FAUST

Poesia Musica 2000- 2001

tra Demetra e Dioniso- Maestro concertatore Francesco Andreucci

Poesia Musica 2001- 2002

Ares Afrodite- Maestro concertatore Francesco Andreucci

Poesia Musica 2002-2003

La Luna- Selene Artemide Ecate

Elena

Teatro e Musica dell'ottocento e del novecento

 

 

Luna

Garcia Lorca

Romance de la luna, luna

A Conchita García Lorca

La luna vino a la fragua
con su polisón de nardos.
El niño la mira, mira.
El niño la está mirando.

En el aire conmovido
mueve la luna sus brazos
y enseña, lúbrica y pura,
sus senos de duro estaño.

Huye luna, luna, luna.
Si vinieran los gitanos,
harían con tu corazón
collares y anillos blancos.

Niño, déjame que baile.
Cuando vengan los gitanos,
te encontrarán sobre el yunque
con los ojillos cerrados.

Huye luna, luna, luna,
que ya siento sus caballos.

Niño, déjame, no pises
mi blancor almidonado.

El jinete se acercaba
tocando el tambor del llano.
Dentro de la fragua el niño,
tiene los ojos cerrados.

Por el olivar venían,
bronce y sueño, los gitanos.
Las cabezas levantadas
y los ojos entornados.
Cómo canta la zumaya,
¡ay, cómo canta en el árbol!
Por el cielo va la luna
con un niño de la mano.

Dentro de la fragua lloran,
dando gritos, los gitanos.
El aire la vela, vela.
El aire la está velando.

 

  • Annike Assemian- Scrittrice Berbera

AU PAYS DES MILLE ET MILLE LUNES:

LA VISITE DU VILLAGE

Dans mon avion, toi et moi, nous survolons la belle forêt-lune. 

Ici au pays des mille et mille lunes, la forêt est épaisse,

 les arbres sont des lunes et les herbes sont aussi des lunes. 

Là, c'est mon village-lune qui apparaît. Il est beau, tout petit, 

entouré de si vertes lunes. Les larges ailes de notre avion-lune 

se déploient largement, tout en rond autour du village. 

Tel un vautour, il tourne et tourne encore. 

Une, deux, trois maisons-lunes se distinguent nettement du groupe.

 De toutes petites qu'elles étaient tout à l'heure, nos maisonnettes 

sont grosses et se dressent bien droites maintenant.

 Leur forme de lune se voit mieux. Les fenêtres 

et les portes sont des lunes.

- Et les gens ? Me dis-tu.

- Ils sont lunes, bien sûr, regarde mieux !

On les voit s'activer tout en bas. Un par-ci, un par-là, 

ils vont à leurs occupations. Ici maman-lune,

 son petit au dos, pile le foutou. Là, un groupe de petites filles-lunes

 jouent à cuire du foutou. Là encore, un peu plus loin, c'est au contraire 

un groupe de turbulents petits garçons-lunes qui jouent au ballon.

 Il fait chaud, le soleil tape fort sur les têtes-lunes.

 A l'ombre du grand lunier, un papa-lune 

et un grand-papa-lune dorment paisiblement.

Les autres habitants semblent partis au champ. 

Le soir venu, ils reviendront les uns après les autres retrouver le gîte 

familial et déguster leur délicieux foutou. C'est là toute la vie de mon village.

La visite est terminée. Les ailes de mon avion dessinent une dernière fois

 un grand cercle tout autour des maisons-lunes. Mes amis-lunes se font de plus 

en plus petits et disparaissent.

 Les arbres-lunes de la forêt recouvrent maintenant tout le sol. 

Nous volons droit devant au-dessus du pays des mille et mille lunes.

Petit ami, le voyage est terminé. J'espère que mon village-lune t'a plu. 

Reviens me voir quand tu veux, je suis là.

Je t'attends et les lunes avec moi.

Ton ami

P.S. D'ailleurs moi aussi je suis lune mais cela tu le savais !
Je m'appelle KOUSDIO

 

 

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