Premessa
Ogni anno è scelta un' Immagine
Guida, simbolo
di riferimento per Seminari e Laboratori,
lasciando libertà nella
selezione delle opere.
Mito classico e miti della modernità
sono immediatamente riconoscibili
e aperti ad una
riscrittura
perché archetipi del profondo.
I laboratori si sviluppano in tre
ambiti integrati:
Teatro 2004-2005-2003 2004
2002-2003
2001- 2002 2000- 2001
1999- 2000
Ascolto
guidato
Poesia e
Musica
maestro concertatore e
arrangiatore Francesco Andreucci
Concerto Poesia
Musica Arnaut Daniel-
Spoleto p.za Duomo- 2002

Seminari in corso - 2001/2002
Musicologo: Errico Bindocci
Teatro del Liceo 29 maggio
ore21 2004-2005
Teatro Morlacchi
Medea delle Nevi
Immagini per Medea
Nevi del Caucaso
Laboratorio Teatrale - 1998/1999
ULISSE E DON GIOVANNI
in collaborazione con "CARTHAGO TEATRO"
Serenata per Don Giovanni
Dal grande seduttore Zeus a
Don Giovanni e Carmen
in una parodica e giocosa
ricostruzione di un mito
della modernità.Musica di
Mozart- "Don Giovanni"
Verdi "Rigoletto
" Bizet " Carmen" - Sala d'onore
della Regione
Maggio 1999
Laboratorio Teatrale - 1999/2000
tra
Dioniso e Faust
in collaborazione con "LIMINALIA"
L'ospite desiderato
Il Laboratorio di
Cultura teatrale
LIMINALIA collabora c
on il progetto "Arnaut
Daniel" dall’anno scolastico 1999/2000
curando la realizzazione di laboratori con gli studenti finalizzati
all’allestimento di spettacoli teatrali su testi e temi scelti
insieme ai docenti del
Liceo Classico Annibale Mariotti.
I laboratori procedono attraverso due
fasi.
La prima dedicata alla trasmissione del sapere teatrale
concreto: d’attore e della
scena.
La seconda di vera e propria messa in scena
attraverso il confronto
con il testo, con il personaggio,
con l’azione scenica e con tutti
gli elementi che compongono la lingua del teatro.
NNell’anno
1999/2000 è stato realizzato lo spettacolo
"L’ospite
desiderato", un’originale tessitura
drammaturgica s
ul tema del
"dionisismo", costruita a partire
da Le baccanti
di Euripide, arricchite dall’innesto
di una vasta costellazione testuale
(daa Goethe
a Dostojevskij, da Shakespeare a Nietzsche, ed altri ancora).
Lo spettacolo, diretto da Silvia Bevilacqua e Francesco Torchia,
è
stato rappresentato il 30 maggio 2000 al Teatro Morlacchi di Perugia.
per altre informazioni su
LIMINALIA: www.edisons.it/liminalia
Laboratorio
Teatrale - 2000/2001
tra DEMETRA E DIONISO
in collaborazione con "LIMINALIA"
Le
Spose di Ettore
Abbiamo individuato e selezionato
frammenti da testi
antichi e moderni mantenendo un legame attraverso la definizione
dell'eterno femminino nelle grandi opere: si attraversa la letteratura
europea per la
donna, senza esclusione dell'elemento maschile,
in una sorta di carnevale bacchico nel
quale il femminino
è individuato sia nella sua universalità sia come mito estetico
interno ad ogni epoca e determinato. L'elemento tragico è vissuto
come pianto, lutto,
riso, gioco, follia, tenerezza,
mentre, nel corso della scena, l'unità dispersa
in questo
modo si ricompone, in una eterna ripetizione
dell'uguale. Il femminino diventa spesso
un'ombra invisibile,
ritorta in sé, che riprende man mano consistenza.
La perdita della
coscienza è perdita dell'animus, lo sposo.
We have characterized and selected fragments from
antichi and modern
witnesses maintaining
a tie through the definition of the eternal one femminino in the
great works:
the European literature for the woman is crossed,
without exclusion of the
male element, in one risen
of Bacchic carnival in which the femminino
Per questo "Le spose di
Ettore".

Leggi il
Programma di Sala
I docenti.
anno 2001-2002
Ares e Afrodite
I
Cigni Selvatici
Afrodite con eros
I Cigni Selvatici
Vitalmente morituri: è questa l'ombra liminale,
specchio tra la vita e la morte, e rispecchiamento
reciproco di vita e morte. Nel confine
inconsistente
che separa l'ombra dei vivi e l'ombra
dei morti, ciò che rimane sono i nomi
e il nominare.
Il linguaggio è il sostrato di ogni sopravvivenza,
e la scomposizione
linguistica della follia
il delirio attraverso il quale si riconnette
l'ombra agli
archetipi perenni, salvezza
sia rispetto a ciò che chiamasi vivere
sia al morire, sia al
vivace morire..
Essere figure della soglia, proietta
il personaggio ad altre conoscenze
,
lo rende partecipe del suo vicino,
chiunque sia che giunga dalla steppa
dal mare e dal
deserto dalle metropoli
da ghiacci da dovunque.
Ecco i Cigni selvatici
dannati e salvati
sempre
nel contempo, in volo per assumere
sembianza di uomini per il dono della
camiciaia sorella
pronta a salire il patibolo
per essere anch'ella presso la soglia
di chiunque. Ma la
soglia è il confine
del delirare, l'oltrepassare il limes
tra terreno coltivabile e
terreno
non coltivato, e coltivare il mai coltivato
dalle logiche sequenziali.
In sequenze fuori dal tempo spazializzato
colloquiano
uomini -donne di ogni dove
e si riconoscono e confondono in un grumo
di Tempo assoluto
Arnaut Daniel per
" I Cigni Selvatici"
in scena il 23 Maggio 2002 ore 21
Teatro Morlacchi Perugiaa
Romeo e Giulietta
Antigone Creonte
Leggi
programma di Sala
Tema per l'anno 2002-2003
Selene Artemide Ecate
nno 2002-2003
Teatro Morlacchi 14 maggio 2003,ore21
Laboratorio di cultura teatrale
Liminalia in collaborazione con Arnaut Daniel presentano
Storia di Elena
Testo liberamente tratto da
G. Ritsos, Euripide,
Offenbach,Giradoux, Omero, Gorgia, Marlowe, Goethe.
Dante
G.Rossetti- Elena
Elena ormai
vecchissima narra ad un immaginario ospite e a se stessa il suo passato.Dalla infanzia con
i suoi giochi le sue bambole alla vita a Sparta,all'amore e fuga con Paride dopo la gara
di bellezza tra le Dee. Dalla guerra a Troia al misterioso suo doppio, il suo simulacro,
alla vita di Elena in Egitto dove le giungono notizie di guerra e di morte. La donna più
bella del mondo cata nei cabaret e Mefistofele le presenta Faust dopo l'encomio di Gorgia.
La vecchiezza di
Elena a Sparta e gli ultimi ricordi
a
foto di scena Alvise Raimondi
Anno 2003 -2004 Teatro Liceo Mariotti
Medea
LMedea
é stata selezionata
nel concorso INDA per
rapprentazione a Siracusa
2004-2005
Medea delle Nevi
produzione del Liceo
Teatro Morlacchi 30 maggio 2005
LUNA |
IL MITO
Ma vediamo le mitiche figure lunari. Selene
splendente,
Luna piena nel massimo del suo fulgore.
Selene, nome legato a sélas
(sanscrito svargah).
Selene, detta anche Mene, figlia dei Titani Iperione e
Theia
sorella di Elios-Sole e di Eos, l'Aurora.
Guida, come il fratello, un carro, Selene; un
carro cui
sono aggiogati una coppia di cavalli o di buoi;
ma anche cavalca un cavallo o un
mulo o un bue.
Leggenda d'età alessandrina la fa innamorata
del pastore o cacciatore
giovinetto Endimione amore
ehe ha spinto Zeus ad
immergere il giovinetto
in un eterno sonno. Ogni notte
scende Selene,
in una grotta della Caria, per
contemplar il dormiente innamorato.
. Ma si narra anche che Pan,
invaghito di lei,
l'abbia attirata nei boschi. E che da Zeus abbia generato la rugiada
o
Herse. Anche detta «bicorne» e «taurina».
Selene, identificata poi con
Artemide.
Ma è diversa, Artemide, vergine olimpica
figlia
di Zeus e Latona, sorella di Apollo.
Dea delle grandi solitudini, ricorda Luigia Stella,
«dove la mano dell'uomo non ha ancora modificato,
anzi neppure scalfito, il volto della
terra,
ella non è dea di grandi città come Alena,
nè dea di grandi santuari come
Apollo».
Mai calma, mai serena come il solare fratello,
come lui impugna ed usa l'arco.
Bimba di nove anni,
— verseggia Callimaco —
chiede al padre
il privilegio
dell'arco, quasi fosse un balocco.
E senza tema si reca dai Ciclopi
perché
a farselo costruire
insieme alle frecce.
Ne è puramente decorativa, quest'arma, ma spesso usata.
Con esso
uccide le figlie di Niobe, che aveva vantato
una sua superiorità su Latona, con esso
libera Ares, ..
FAVOLE DEL CIELO:
La Luna |
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I Cigni Selvatici
programma di sala
I cigni cantano la
bellezza, danzano
l'essenza vitale irriducibile,
sanno dire "no" alla famiglia e alle sue leggi,
al Tiranno e al suo Dominio di terrore;
solitari e minoritari, monaci e ribelli, i cigni
selvatici
fuggono le città, i templi affollati, i mercati e trovano rifugio
nel bosco,
nel deserto, tra i ghiacci, nelle steppe;
talvolta si armano e combattono, più spesso si
ritirano
e si sottraggono ai clamori del mondo,
nella preghiera e nella poesia.
I cigni selvatici: Antigone "rudis", che si oppone al
Tiranno,
accetta il sepolcro e attua il suicidio reclamando il diritto
di compiere
un gesto sacro. Cassandra,
la profetessa invasata che non subisce la schiavitù- destino dei vinti-,
la sposa
incontaminata che si erge visionaria testimone
della rovina dei vincitori crudeli.
Giulietta,
giovane e pura amante, che si
immola sull'altare dell'amore negato
ed impossibile, Giovanna, la pulzella in armi guerriera
della fede celeste e della giustizia
in terra
che con la guerra e con il rogo si riscatta da un destino
femminile anonimo
e incolore. Emily Dickinson l
a
monaca deviante, la poetessa che vive nell'autoreclusione,
schiva e distante dal mondo,
per dar forma alla voce
insopprimibile che gentile sorge dal profondo
del cuore,
Janis, figlia dei fiori, il cui canto- grido
di solitudine, disperazione e rivolta- risuona lacerante
nel tempo dell'opulenza e della
vita facile.
E intorno ad Antigone, Cassandra, Giulietta, Giovanna, Emily,
e
Janis uno stormo di altri cigni che è coro di voci
contemporaneamente aspre e dolci, provenienti
dagli abissi della storia e dalle oasi
dell'arte.
I cigni selvatici, vittime di un incantesimo,
vivono confinati in un aspro paesaggio di montagne,
luogo immaginario, doppio e ombra di
tutto ciò che
non c'è più sul pianeta terra, o forse ultimo lembo di terra
non ancora
colonizzato e addomesticato.
Uno spazio mentale forse solo un tòpos
dell'immaginario. Una
soglia incerta tra questo e l'altro mondo,
là dove una conoscenza autentica è ancora
possibile.
Ogni cigno porta con sé la sua storia di dolore e
sacrificio, di solitudine e
rivolta.
Al calar della sera i cigni assumono il loro
antico sembiante
e cantano, narrano e danzano la propria storia
come fosse l'ultimo canto,
l'ultima danza,
l'ultimo racconto, il racconto più bello,
la danza più bella, il canto
più bello...
Francesco Torchia
montaggio teatrale liberamente
tratto da:
Sofocle- Antigone.
Anouilh- Antigone tragedia
moderna;
Brecht -Antigone, poesia per
Antigone;
Ritsos- Ismene.
Euripide- Troiane.
Eschilo - Agamennone
R:.Rosso - Cassandra
Shakespeare- Romeo e Giulietta.
Schiller- La pulzella d'Orleans.
Lebrun de Charmette - Vita di
Giovanna d'Arco e il suo processo.
M.L.Spaziani- Giovanna
d'Aco, romanzo popolare in versi.
Emily Dickinson - Lettere e
Poesie
A. Maffei - Janis Joplin: La
vita La morte.
F.Bordon- Caro Elvis, Cara
Janis.
Collaborazione ideativa e
selezione e scelta dei Testi Arnaut Daniel
David L'amore di Paride
e di Elena anno2002- 2003
Laboratorio
"Liminalia"
Per l’anno scolastico in corso,
LIMINALIA
sta curando la
realizzazione di un nuovo progetto spettacolare
cui partecipano più di trenta studenti
del Liceo. Il progetto, intitolato
"Le spose di Ettore", prende spunto
dalle Troiane di Euripide
per intrecciare un racconto originale intorno a diversi
volti femminili
(di madri e spose e guerriere) tratte dalle letterature antiche e moderne.
In un immaginario circo governato dal feroce Agamennone,
sfilano - come
"attrazioni"- diverse figure femminili: da Ecuba ad Andromaca,
alla bella Elena, alle maghe
Circe e Medea, all’Amazzone Pentesilea,
alla fragile Ofelia, da
Antigone a Giovanna d’Arco,
a Turandot, fino alla mangiatrice
d’uomini Lulù.
Lo spettacolo sarà rappresentato presso
il Teatro Morlacchi di Perugia
nell’ultima settimana di Maggio 2001.
per altre informazioni su LIMINALIA
e le sue attività di scuola e teatro:
www.edisons.it/liminalia
Ascolto
guidato.
Successivamente agli incontri con i docenti coordinatori e
dedicati a
scelte di immagini e temi, il Musicologo sviluppa i
l percorso seminariale, il quale sempre
contempla esperienze
culturali ed estetiche, comunque esse si vogliano
affrontare;
si incontra un’arte che “esprime
non mai il fenomeno,
ma soltanto l’intima essenza,
l’in-sé di ogni fenomeno, la volontà stessa….
LA gioia, L’afflizione, IL dolore,
IL terrore, IL giubilo, LA letizia,
LA quiete d’animo stessa, in certo
modo in abstracto” ( F.Serpa “A. Schopenhauer:
Scritti sulla musica e le arti”
Fiesole, 1986 p. 86) ,
e si individuano e si riconosconono
“dentro la musica”,
nei suoi elementi peculiari, ritmo timbro colore melodia
forma armonia dinamica spazio e tempo, universi simbolici:
Marius Schneider ha letto una
partitura musicale nei capitelli
di un convento benedettino della
Catalogna, là sono le “pietre che cantano”.
L’ascolto rende gli studenti
coinvolti e attivi e,
nel contempo “ incanta “(F.Fornari, Psicoanalisi della musica,
Milano,1984 ).
La musica e la voce umana
incarnano fatti scenici e donano all’ascolto “
la Gran Fiaba”( T.Celli “L’anello
del Nibelungo“, Milano 1997, p.19)
i loro
miti sono spesso cosmogonici; il suono è anche
metafora nuziale “ fusione della
notte e del giorno”
( M.Schneider “ Il significato
della musica” Milano, 1970, p. 37”)
Si accompagnano alla Musica Arte Figurativa e
Plastica
Fotografia,
Cinema, Video-ascolto.
Seminari
Il musicologo partecipa alle scelte
tematiche
dell'anno quindi prospetta il percorso,
che si deve sviluppare in 18-25 ore
secondo modalità seminariali
aperte e con l'apporto essenziale degli studenti.
Seminari
tenuti nel 1998/99
Musicologo: Gianni Garrera
Seminari
tenuti nel 1998/99
Musicologo/Musicista: Marta Benedetti
Seminari tenuti nel 1999/2000
Musicologo: Giacomo Fornari
Musicologo: Galliano Giliberti
Seminari
- 2000/2001
Musicologo: Errico Bindocci
Seminari
- 2001/2002
Musicologo: Errico Bindocci
Seminari
- 2002- 2003 Musicologo Errico Bindocci
POESIA E
MUSICA
Il Musicista e gli allievi strumentisti
partecipano
alle scelte dei testi poetici nella preparazione
di un ipertesto che, a
compimento delle attività
laboratoriali e di seminario, viene pubblicamente presentato.
Poesia e Musica 1998/1999

ULISSE IL WANDERER -
DON GIOVANNI
Poesia e Musica 1999/2000
tra DIONISO E FAUST
Poesia Musica 2000- 2001
tra Demetra e Dioniso- Maestro
concertatore Francesco Andreucci
Poesia Musica 2001- 2002
Ares Afrodite- Maestro
concertatore Francesco Andreucci
Poesia Musica 2002-2003
La Luna- Selene Artemide Ecate
Elena
Teatro e Musica dell'ottocento e del
novecento
Luna
Garcia Lorca
Romance de la luna, luna
A Conchita García Lorca
La luna vino a la fragua
con su polisón de nardos.
El niño la mira, mira.
El niño la está mirando.
En el aire conmovido
mueve la luna sus brazos
y enseña, lúbrica y pura,
sus senos de duro estaño.
Huye luna, luna, luna.
Si vinieran los gitanos,
harían con tu corazón
collares y anillos blancos.
Niño, déjame que baile.
Cuando vengan los gitanos,
te encontrarán sobre el yunque
con los ojillos cerrados.
Huye luna, luna, luna,
que ya siento sus caballos.
Niño, déjame, no pises
mi blancor almidonado.
El jinete se acercaba
tocando el tambor del llano.
Dentro de la fragua el niño,
tiene los ojos cerrados.
Por el olivar venían,
bronce y sueño, los gitanos.
Las cabezas levantadas
y los ojos entornados.
Cómo canta la zumaya,
¡ay, cómo canta en el árbol!
Por el cielo va la luna
con un niño de la mano.
Dentro de la fragua lloran,
dando gritos, los gitanos.
El aire la vela, vela.
El aire la está velando.
Annike
Assemian- Scrittrice Berbera
AU PAYS DES MILLE ET MILLE
LUNES:
LA
VISITE DU VILLAGE
Dans
mon avion, toi et moi, nous survolons la belle forêt-lune.
Ici au pays des mille et mille
lunes, la forêt est épaisse,
les arbres sont des lunes et les herbes sont aussi des
lunes.
Là, c'est mon village-lune qui apparaît. Il est beau, tout petit,
entouré de si
vertes lunes. Les larges ailes de notre avion-lune
se déploient largement, tout en rond
autour du village.
Tel un vautour, il tourne et tourne encore.
Une, deux, trois
maisons-lunes se distinguent nettement du groupe.
De toutes petites qu'elles étaient tout
à l'heure, nos maisonnettes
sont grosses et se dressent bien droites maintenant.
Leur
forme de lune se voit mieux. Les fenêtres
et les portes sont des lunes.
-
Et les gens ? Me dis-tu.
-
Ils sont lunes, bien sûr, regarde mieux !
On
les voit s'activer tout en bas. Un par-ci, un par-là,
ils vont à leurs occupations. Ici
maman-lune,
son petit au dos, pile le foutou. Là, un groupe de petites filles-lunes
jouent à cuire du foutou. Là encore, un peu plus loin, c'est au contraire
un groupe de
turbulents petits garçons-lunes qui jouent au ballon.
Il fait chaud, le soleil tape fort
sur les têtes-lunes.
A l'ombre du grand lunier, un papa-lune
et un grand-papa-lune
dorment paisiblement.
Les
autres habitants semblent partis au champ.
Le soir venu, ils reviendront les uns après
les autres retrouver le gîte
familial et déguster leur délicieux foutou. C'est là
toute la vie de mon village.
La
visite est terminée. Les ailes de mon avion dessinent une dernière fois
un grand cercle
tout autour des maisons-lunes. Mes amis-lunes se font de plus
en
plus petits et disparaissent.
Les arbres-lunes de la forêt recouvrent maintenant tout le sol.
Nous
volons droit devant au-dessus du pays des mille et mille lunes.
Petit
ami, le voyage est terminé. J'espère que mon village-lune t'a plu.
Reviens me voir quand
tu veux, je suis là.
Je
t'attends et les lunes avec moi.
Ton
ami
P.S.
D'ailleurs moi aussi je suis lune mais cela tu le savais !
Je m'appelle KOUSDIO
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