
Greenwich Time
Studenti Dirigente Scolastico
Docenti del LICEO CLASSICO "ANNIBALE MARIOTTI
" in relazione con Pubbliche Istituzioni ed Organismi Privati
vicini alle
esigenze della adolescenza e della giovinezza, hanno attivato da tempo il
progetto
Arnaut Daniel
.
In esso rivive un antico
musico progenitore e archetipo
ORFEO o
ARNAUT
POETI
MUSICISTI NARRATORI
DRAMMATURGHI
di ogni tempo e luogo.
Poetry Music Arnaut
Daniel Orfeo archetype
03/06/2007
ultimo aggiornamento

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- Se
musica è la donna amata
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- Ma tu continua e
perditi, mia vita,
- per le rosse città
dei cani afosi
- convessi sopra i
fiumi arsi dal vento.
- Le danzatrici
scuotono l'oriente
- appassionato,
effondono i metalli
- del sole le veementi
baiadere.
- Un passero profondo
si dispiuma
- sul golfo ov'io
sognai la Georgia:
- dal mare (una viola
trafelata
- nella memoria bianca
di vestigia)
- un vento desolato
s'appoggiava
- ai tuoi vetri con una
piuma grigia
- e se volevi
accoglierlo una bruna
- solitudine offesa la
tua mano
- premeva nei suoi
limbi odorosi
- d'inattuate rose di
lontano.
- Mario
Luzi

Maestro di Flemalle
Auguri Natale 2006
da Arnaut
Emily
Bronte
"
Non dovresti conoscere la disperazione
se
le stelle scintillano ogni notte;
se
la rugiada scende silenziosa a sera
e
il sole indora il mattino.
Non
dovresti conoscere la disperazione - seppure
le
lacrime scorrano a fiumi:
non
sono gli anni più amati
per
sempre presso il tuo cuore?
Piangono,
tu piangi, così deve essere;
il
vento sospira dei tuoi sospiri,
e
dall'inverno cadono lacrime di neve
là
dove giacciono le foglie d'autunno;
pure,
presto rinascono, e il tuo destino
dal
loro non può separarsi:
continua
il tuo viaggio, se non con gioia,
pure,
mai con disperazione! "
Ottobre 2006
auguri di
benvenuto agli ospiti dei Licei di Eschwege
- Eugenio Montale
-
- Morgana
-
- Non so immaginare come
la tua giovinezza
- si sia prolungata
- di tanto tempo (e
quale!).
- Mi avevano accusato
- di abbandonare il
branco
- quasi ch'io mi
sentissi
- illustre, ex gregis o
che diavolo altro.
- Invece avevo detto
soltanto revenons
- à nos moutons (non
pecore però)
- ma la torma pensò
- che la sventura di
appartenere a un multiplo
- fosse indizio di
un'anima distorta
- e di un cuore senza
pietà.
- Ahimè figlia adorata,
vera mia
- Regina della Notte,
mia Cordelia,
- mia Brunilde, mia
rondine alle prime luci,
- mia baby-sitter se il
cervello vàgoli,
- mia spada e scudo,
- ahimè come si perdono
- 03/06/2007
l
- e
IL
CIPRESSO
Poesia
Armena
Tra
i greppi, alto sul flutto
scorsi
un cipresso in lutto;
fremean
le foglie al vento,
fremean,
tutte un lamento.
Ma
un vilucchio tra i rami
salìa,
vergine stelo;
saliva,
offerta al cielo,
di
profumi e ricami.
Non
sei tu la mia vita,
cipresso,
d'ombre ordita?
Non
tu, vilucchio in fiore,
l'Angelo
del dolore?
03/06/2007
vai al progetto e ad alcune immagini

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"Lo Jorn Qu'Ieu Et Midonz
Nos Baizan.."
"Ieu Sui Arnaut Que Amas
l'Aura
E Chass La Lievre Ab Lo Bou
E Nadi Contra Suberna..."
Arnaut Daniel
"Io Sono Arnaut che accumula
il vento
e caccia la lepre col bue
e nuota contro corrente...."
(n. a Riberac nel Perigord
1150 ca-m.1200 ca)
I Am Arnaut that
accumulates the wind
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Der Minnesänger ArnautDANIEL Der Minnesänger ArnautDANIEL
Er kam Mitte des 12. Jh. im
Chateau von Ribérac zur Welt und gilt als Begründer der
provenzalischen Poesie. Angenommen am Hofe des Königs Alphonse
des IX., kannte dieser Globetrotter sowohl die Armut als auch
den Reichtum, bevor er schließlich die Mönchskutte anlegte.
Von Dante und Petrarqua begrüßt, wurde er unter anderem von
Aragon wiederentdeckt, der ihn in einem im Jahre 1941 verfassten
Text mit dem Titel „Die Lektion aus Ribérac oder das französische
Europa“ erwähnt.
Nicolas PLATON
Périgord - Fanlac
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se un dio non avesse sconvolto e
sprofondato le sorti di questa terra,
noi non avremmo nome e non vivremmo nel canto dei poeti,
dando voce alla poesia dei mortali che verranno.
[EURIPIDE, Troiane, vv. 1242-1245]
Satiro danzante
Giorno della
Memoria 27 Gennaio 2006
Marc Chagall
Il Violinista

"Visi
"
Nel
padiglione che commemora gli Italiani
internati
nel campo di Auschwitz
é
inciso un “memento” di Primo Levi:
"Visitatore,
da qualunque paese tu venga,
non
sei un estraneo.
Perché
il tuo viaggio non sia stato inutile,
perché
non sia stata inutile la nostra morte
per
te e per i tuoi figli
le
ceneri di Oswiecim
valgono
di ammonimento;
fa'
che il frutto orrendo dell'odio
di
cui hai visto qui le tracce non dia
nuovo
seme né domani né mai".
Primo Levi
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